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Linux è ormai un prodotto maturo. Si sta diffondendo in un crescente numero di aziende, e sta gradualmente abbandonando l'immagine di "prodotto di nicchia" che lo ha accompagnato nei primi anni di vita
E' quanto è emerso durante il LinuxWorld, svolto a New York dal 28 gennaio al 1 febbraio
Tale crescita è stata testimoniata anche dall'intervento di Sam Palmisano, Direttore Generale di IBM. Palmisano, infatti, non solo ha confermato l'interesse del colosso americano allo sviluppo del di soluzioni mirate per il sistema operativo open source, ma ha anche annunciato che oltre al miliardo di dollari già investiti dall'azienda per il progetto "Linux Lab" sono previsti ulteriori investimenti per circa trecento milioni di dollari per accelerare e facilitare la trasmigrazione delle applicazioni di IBM verso Linux
IBM, tuttavia, non è l'unica grande azienda ad aver manifestato così tanto interesse nei confronti di Linux. Anche altri grandi gruppi quali Dell Computer e Compaq hanno partecipato all'evento (un mix di conferenze ed esposizioni) per ribadire il loro sostegno al sistema operativo creato da Linus Torvalds
Tale interesse è del tutto giustificato se si osservano i dati sulla diffusione di Linux: una ricerca recentemente pubblicata da DH Brown Associates sottolinea come Linux abbia raggiunto un tasso di penetrazione pari al 27% nel segmento Server. Il principale merito di questo risultato, secondo la ricerca, è da attribuire al miglior rapporto prezzo/prestazioni offerto dalle varie versioni di Linux
Nei mesi successivi, inoltre, la diffusione di Linux dovrebbe crescere ulteriormente e fungere da traino per favorirne la penetrazione anche nel segmento Client
Se questa previsione dovesse realizzarsi, sarebbe una vera impresa. Infatti, al contrario del mercato Server, che presenta un maggior equilibrio tra le quote acquisite dai vari operatori, il segmento Client è letteralmente dominato da un unico leader (Microsoft) e sembra inaccessibile (salvo quote irrilevanti) a qualsiasi concorrente
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