Il 15 novembre 2000, nell'ambito di Forum Formazione, Istud ha organizzato un seminario per presentare il proprio approccio alla leadership. L'intervento ha ripercorso le tappe del processo che guida la progettazione e la realizzazione dei corsi sulla leadership.
La domanda di fondo che oggi muove le aziende su questo tema è questa: è possibile produrre cambiamenti durevoli nello stile di leadership, che siano radicati nel contesto professionale e quindi efficaci? La convinzione di fondo che pervade l'approccio dell'Istud è che lo stile di leadership delle persone abbia origine nella loro storia individuale e professionale, venga profondamente influenzato dalla cultura e dalle caratteristiche del contesto organizzativo in cui operano, e possa essere sviluppato attraverso la riflessione personale e la formazione.
La tentazione di dare risposte sicure e incisive può dare luogo ad alcune illusioni, che si manifestano nel tentativo di "insegnare" la leadership attraverso tecniche fatte, confezionate e già pronte per l'uso, oppure attraverso la suggestione di contesti esotici, nel quale il manager viene inserito ma dal quale poi dovrà inevitabilmente allontanarsi.
L'approccio adottato dall'Istud si basa su due assunti di principali:
in primo luogo, l'azione efficace di sviluppo alla leadership deve partire dalla valorizzazione del contesto reale nel quale gli individui agiscono abitualmente. Le prassi, i valori e i modelli di leadership presenti in azienda vengono così analizzati e utilizzati come base per l'intervento formativo;
in secondo luogo, allenare e migliorare il proprio stile di leadership non è possibile se l'individuo non si fa carico personalmente del proprio sviluppo e del proprio apprendimento. L'intervento, in questo senso, si fonda sui principi dell'autoresponsabilizzazione e dell'autodirezione dei percorsi di crescita professionale: per cambiare occorre mettersi in discussione.
L'apprendimento viene sviluppato attraverso l'utilizzo di metodi didattici diversi, sia durante il periodo d'aula, sia nel periodo successivo, come accompagnamento dell'individuo nel tempo.
La logica didattica fa un uso integrato di dimensioni diverse: quella dell'"accademia", con la quale l'attività formativa vuole fornire ai partecipanti le conoscenze necessarie al sostegno della propria azione, i modelli e le teorie utili alla lettura della realtà; quella della "palestra", che intende fornire l'occasione di sperimentare concretamente i propri comportamenti e di modificare la propria azione mettendosi alla prova attraverso role playing, giochi outdoor e indoor e simulazioni, rinforzando e sperimentando in azione in questo modo i nuovi apprendimenti; e infine la dimensione del "laboratorio", con la quale si intende fornire l'occasione di riflettere sulla propria azione manageriale attraverso l'analisi di episodi e situazioni concrete attivate in aula.
L'attività formativa non termina con la fine del corso.
L'ultimo elemento distintivo di questo approccio è infatti l'accompagnamento dopo il periodo di aula, che avviene tramite altri laboratori, oppure attraverso incontri di counselling - relazione d'aiuto individuale che fa leva sulla consapevolezza del proprio comportamento - o ancora attraverso il coaching, finalizzato alla crescita delle competenze e delle performance attraverso l'osservazione, il feed-back e la pianificazione degli obiettivi, e il mentoring, relazione d'aiuto esterna alla linea gerarchica che ha come scopo lo sviluppo delle capacità e delle competenze attraverso il dialogo e il confronto con un interlocutore più esperto.
Scarica le slide di presentazione (compresse in formato .zip) utilizzate al Forum Formazione
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